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La ceroplastica

Fin dall’antichità l’uomo ha imitato per i più svariati motivi i frutti che la natura ci regala: come modelli artistici o simbolici, per la decorazione, per un puro piacere ludico… Ma è nel Secolo dei Lumi che viene adottata la tecnica della carpoplastica, sull’onda dei sempre più frequenti studi volti a identificare e a catalogare le numerose varietà allora esistenti e quelle nuove, ancora più numerose, che venivano continuamente selezionate. In tutta Europa sorsero laboratori artigianali e gabinetti d’arte in cui con metodi diversi si creavano pomone artificiali. Le prime furono sostanzialmente raccolte di tavole illustrate, ma già a fine Settecento si creavano collezioni di modelli in cera, gesso o cartapesta.

In Italia alcuni di questi artigiani ebbero capacità e fama di veri artisti e diedero prestigio alle strutture nelle quali operavano. Basti pensare ai laboratori della Specola di Firenze e a quelli dell’Officina Ceroplastica Anatomica di Bologna, da dove maestri come il Susini, il Calamai, il Lelli, la Morandi dettavano lo stato dell’arte a tutta Europa.
La ricetta base era ormai codificata da secoli, ma le tecniche di fusione e coloritura variavano da artigiano ad artigiano e ogni laboratorio custodiva gelosamente un proprio segreto di lavorazione.

Ceroplasta fu pure Francesco Garnier Valletti (1808-1889), anzi uno tra i più apprezzati in tutta Europa, se addirittura venne richiesta la sua presenza alla corte prima di Vienna ed in seguito a quella degli zar a San Pietroburgo. Nel 1858 Garnier Valletti, dopo aver fatto successo con una moltitudine di mazzolini di fiori che le dame appuntavano sul decolleté e sui cappellini, mise a punto la ricetta che segnò una profonda svolta nella sua vita. Si trattava di una miscela di resine, cere e polveri di inerti che permettevamo di riprodurre perfettamente la frutta in copie molto più solide e resistenti di quanto fossero state sino ad allora. La prova è che in diverse istituzioni italiane, musei e università, si conservano ancora i suoi frutti creati 150 anni fa con la ceroplastica e si possono ammirare in tutta la loro minuziosa precisione.